Le strade di
Kassala sono polverose e sabbiose. Solo l’asfalto delle direttrici principali
non lo è, ma la sabbia preme lungo i cigli. Le strade sono uno dei miei posti
preferiti per guardare un paese, un luogo. Certo, forse anche il più ovvio ed
accessibile. E paradossalmente qui mi sono resa conto di quella che molto
probabilmente è un’ovvietà: è più facile osservare le strade e chi le anime da
dentro la corazza protettrice di una macchina, quando cammino qui non riesco a
guardare le persone. Certo, il fatto che siano praticamente tutti uomini che mi
guardano curiosi non aiuta. Qualche donna attraversa furtiva la strada in
lontananza, ne incrocio una avvolta in una stoffa fucsia a quadrettini, solo
gli occhi visibili, e mi fa un’accenno di saluto cui rispondo, felice e
sorridente. Oggi per la prima volta mi sono sporcata i piedi, perchè per la
prima volta – al quanto giorno qui - ho camminato in questa città. Non è stato
piacevole ma è stato sicuramente un passo importante per me (e altrettante
piccolo per l’umanità). Mi sono resa conto ancora più chiaramente della bolla
dentro cui sono stata in questi giorni, è ora di sporcarsi le mani. Finora il
mio accompagnatore alla scoperta delle strade di Kassala è stato uno degli
autisti del progetto, lo stesso con cui ho fatto il viaggio da Khartoum. E’ lui
che sta cercando pian piano di armi orientare, che mi ha fatto osservare come
fosse facile e vicino camminare dall’albergo all’ufficio – anche se stamattina,
con il mio pessimo senso dell’orientamento, stavo per perdermi: avevo contato
prima svolta a destra e poi ancora seconda a destra, ma quando sono arrivata
alla seconda svolta a destra non mi sono ritrovata e per fortuna che ho visto
subito un’indicazione familare all’imbocco della terza svolta a destra! Tornando
a casa ho anche notato due mucche alla seconda svolta che non avevo notato
prima!
Tornando ai
giorni scorsi, ho percorso con il mio autista oltre al tragitto brevissimo che
porta all’ufficio, anche la via per quello che lui ritiene il ristorante
migliore per me, da dove porto a casa pranzo e cena, nonchè quella per l’altra
agenzia che lavora sul progetto. Abbiamo così percorso una strada vicina
all’ufficio piena di camion parcheggiati per essere controllati e aggiustati da
meccanici, elettrauti e quant’altro, tutti con le loro tuniche bianche segnate
dal lavoro, intenti a investigare le viscere di questi bestioni; ce ne sono di
più grandi che percorrono le strade del mondo, ma l’aspetto di questi incute
una simpatica suggestione: sono blu, con la cabina di guida alta e aperta ai
lati, con la copertura gialla, un muso arrotondato e simpatico spesso adornato
da un polposo piumino nero, e sono quasi sempre guidati da uomini in tunica e
turbante bianco...oggi credo di aver capito che in realtà si tratta di autobus,
o forse vengono usati sia per il trasporto di passeggeri che di merci. Siamo
passati spesso vicino a un grande spiazzo con due porte a delimitare un campo
di calcio, ma in realtà solo ieri, venerdì, ho visto ragazzi giocare e tanta
gente guardare, tutta compressa lungo il muretto del lato in ombra, mentre nei
giorni precedenti avevo notato delle macchina parcheggiate in un angolo, un
gregge di capre che lo attraversava trotterellanti incalzate da qualcuno che
metteva loro fretta. E oggi, chiaramente, il mercato del carbone. Mi è sembrata
impressionante la quantità di sacchi di carbone ammassati, che hanno lo stesso
aspetto familiare, visto in altri paesi – mi viene in mente il Burundi in
questo momento. Credo che in realtà tutti usino i sacchi di riso, farina e
simili da 50 kg, spesso donato generosamente
dai governi e dai popoli dei paesi ‘più avanzati’ in momenti di crisi del paese
– e di eccesso di produzione dei primi.
Una delle
cose più divetenti e per me insolite che ho notato appena arrivata sono stati i
taxi! Delle auto nuovi-modelli, formato scatolette...addobbate da adesivi e
consumate dall’aria calda e sabbiosa, tanto che ho faticato a leggere il nome
del modello...su una ho letto ‘Atoz’, su un’altra qualche altra cosa...comunque
somigliano a delle piccole grandi panda, la maggior parte azzurrine con tetto
bianco, sono troppo divertenti! Qui mi sembra che ci siano poche auto private,
e la strada è terreno di camion, taxi e...carretti trainati da asinelli! Troppo
forte! Un giorno tornando dall’ufficio ci siamo trovati dietro una fila di
quattro-cinque carretti che trasportavano erba per animali senza riuscire a
superare perchè venivano altri veicoli dall’altra parte, e stamattina ho
faticato ad attraversare la strada davanti all’albergo per andare al negozietto
di fiducia perchè c’era un forte taffico di taxi, camion e appunto carretti che
rendevano la situazione surreale. Perchè qui comunque non è come in altri paesi
che i carretti sono snobbati e relegati alle strade di campagna o ai cigli
delle strade! A parte che qui non ci sono sempre necessariamente cigli delle
strade, ma comnque i carretti sembrano avere dignità di mezzo di trasporto al
pari di quelli motorizzati! Lungo le strade capita spesso di vedere punti acqua
e i somarelli abbeverarsi...sono troppo avanti! Ora, su questi punti acqua ho
interrogato il mio autista pieno di risposte, ma stavolta non siamo riusciti a
capirci. Mi ha chiarito però che non sono per gli asinelli ma soprattutto per
le persone! Mi sembra assurdo non averci visto mai nessuna donna o bambino a
prendere l’acqua, per cui mi chiedo se abbiano l’acqua direttamente in
casa...ma devo rimandare l’investigazione. Comunque, questi punti acqua sono
composti da una sorta di struttura in metallo che sorregge, più o meno rialzate
da terra, quattro grandi anfore direi in terracotta anche considerando le
spiegazioni del mio paziente autista. Mi spiega che sono rialzate per
proteggerle dallo sporco. Gli chiedo chi e come porta l’acqua per rienpire le
anfore, e lui mi risponde che chiaramente l’acqua viene attraverso i tubi del sistema
idrico, che c’è una fontanella...riesco anche a vederla, a un certo punto, ma
continuo a non capire perchè ci siano delle anfore...forse per tenere l’acqua
fresca? Visto che per esperienza personale mi sembra di aver capito che l’acqua
ha di solito la temperatura esterna che influenza direttamente quella delle
tubature...
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