Saturday, March 30, 2013

3. Kassala, sabato 13 marzo 2013 - le strade di Kassala


Le strade di Kassala sono polverose e sabbiose. Solo l’asfalto delle direttrici principali non lo è, ma la sabbia preme lungo i cigli. Le strade sono uno dei miei posti preferiti per guardare un paese, un luogo. Certo, forse anche il più ovvio ed accessibile. E paradossalmente qui mi sono resa conto di quella che molto probabilmente è un’ovvietà: è più facile osservare le strade e chi le anime da dentro la corazza protettrice di una macchina, quando cammino qui non riesco a guardare le persone. Certo, il fatto che siano praticamente tutti uomini che mi guardano curiosi non aiuta. Qualche donna attraversa furtiva la strada in lontananza, ne incrocio una avvolta in una stoffa fucsia a quadrettini, solo gli occhi visibili, e mi fa un’accenno di saluto cui rispondo, felice e sorridente. Oggi per la prima volta mi sono sporcata i piedi, perchè per la prima volta – al quanto giorno qui - ho camminato in questa città. Non è stato piacevole ma è stato sicuramente un passo importante per me (e altrettante piccolo per l’umanità). Mi sono resa conto ancora più chiaramente della bolla dentro cui sono stata in questi giorni, è ora di sporcarsi le mani. Finora il mio accompagnatore alla scoperta delle strade di Kassala è stato uno degli autisti del progetto, lo stesso con cui ho fatto il viaggio da Khartoum. E’ lui che sta cercando pian piano di armi orientare, che mi ha fatto osservare come fosse facile e vicino camminare dall’albergo all’ufficio – anche se stamattina, con il mio pessimo senso dell’orientamento, stavo per perdermi: avevo contato prima svolta a destra e poi ancora seconda a destra, ma quando sono arrivata alla seconda svolta a destra non mi sono ritrovata e per fortuna che ho visto subito un’indicazione familare all’imbocco della terza svolta a destra! Tornando a casa ho anche notato due mucche alla seconda svolta che non avevo notato prima!

Tornando ai giorni scorsi, ho percorso con il mio autista oltre al tragitto brevissimo che porta all’ufficio, anche la via per quello che lui ritiene il ristorante migliore per me, da dove porto a casa pranzo e cena, nonchè quella per l’altra agenzia che lavora sul progetto. Abbiamo così percorso una strada vicina all’ufficio piena di camion parcheggiati per essere controllati e aggiustati da meccanici, elettrauti e quant’altro, tutti con le loro tuniche bianche segnate dal lavoro, intenti a investigare le viscere di questi bestioni; ce ne sono di più grandi che percorrono le strade del mondo, ma l’aspetto di questi incute una simpatica suggestione: sono blu, con la cabina di guida alta e aperta ai lati, con la copertura gialla, un muso arrotondato e simpatico spesso adornato da un polposo piumino nero, e sono quasi sempre guidati da uomini in tunica e turbante bianco...oggi credo di aver capito che in realtà si tratta di autobus, o forse vengono usati sia per il trasporto di passeggeri che di merci. Siamo passati spesso vicino a un grande spiazzo con due porte a delimitare un campo di calcio, ma in realtà solo ieri, venerdì, ho visto ragazzi giocare e tanta gente guardare, tutta compressa lungo il muretto del lato in ombra, mentre nei giorni precedenti avevo notato delle macchina parcheggiate in un angolo, un gregge di capre che lo attraversava trotterellanti incalzate da qualcuno che metteva loro fretta. E oggi, chiaramente, il mercato del carbone. Mi è sembrata impressionante la quantità di sacchi di carbone ammassati, che hanno lo stesso aspetto familiare, visto in altri paesi – mi viene in mente il Burundi in questo momento. Credo che in realtà tutti usino i sacchi di riso, farina e simili da 50 kg, spesso donato generosamente dai governi e dai popoli dei paesi ‘più avanzati’ in momenti di crisi del paese – e di eccesso di produzione dei primi.

Una delle cose più divetenti e per me insolite che ho notato appena arrivata sono stati i taxi! Delle auto nuovi-modelli, formato scatolette...addobbate da adesivi e consumate dall’aria calda e sabbiosa, tanto che ho faticato a leggere il nome del modello...su una ho letto ‘Atoz’, su un’altra qualche altra cosa...comunque somigliano a delle piccole grandi panda, la maggior parte azzurrine con tetto bianco, sono troppo divertenti! Qui mi sembra che ci siano poche auto private, e la strada è terreno di camion, taxi e...carretti trainati da asinelli! Troppo forte! Un giorno tornando dall’ufficio ci siamo trovati dietro una fila di quattro-cinque carretti che trasportavano erba per animali senza riuscire a superare perchè venivano altri veicoli dall’altra parte, e stamattina ho faticato ad attraversare la strada davanti all’albergo per andare al negozietto di fiducia perchè c’era un forte taffico di taxi, camion e appunto carretti che rendevano la situazione surreale. Perchè qui comunque non è come in altri paesi che i carretti sono snobbati e relegati alle strade di campagna o ai cigli delle strade! A parte che qui non ci sono sempre necessariamente cigli delle strade, ma comnque i carretti sembrano avere dignità di mezzo di trasporto al pari di quelli motorizzati! Lungo le strade capita spesso di vedere punti acqua e i somarelli abbeverarsi...sono troppo avanti! Ora, su questi punti acqua ho interrogato il mio autista pieno di risposte, ma stavolta non siamo riusciti a capirci. Mi ha chiarito però che non sono per gli asinelli ma soprattutto per le persone! Mi sembra assurdo non averci visto mai nessuna donna o bambino a prendere l’acqua, per cui mi chiedo se abbiano l’acqua direttamente in casa...ma devo rimandare l’investigazione. Comunque, questi punti acqua sono composti da una sorta di struttura in metallo che sorregge, più o meno rialzate da terra, quattro grandi anfore direi in terracotta anche considerando le spiegazioni del mio paziente autista. Mi spiega che sono rialzate per proteggerle dallo sporco. Gli chiedo chi e come porta l’acqua per rienpire le anfore, e lui mi risponde che chiaramente l’acqua viene attraverso i tubi del sistema idrico, che c’è una fontanella...riesco anche a vederla, a un certo punto, ma continuo a non capire perchè ci siano delle anfore...forse per tenere l’acqua fresca? Visto che per esperienza personale mi sembra di aver capito che l’acqua ha di solito la temperatura esterna che influenza direttamente quella delle tubature...

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