Una delle
cose che mi colpisce e mi piace di più di questo paese è la capacità che i
Sudanesi sembrano avere di godersela...
Dopo la
tomba sufi ci siamo fermati per caffè allo zenzero e pop corn nell’adiacente “Timintay
Resort”...un posto bellissimo, sotto le montagne e con una vista meravigliosa
dove si ritrovano le famiglie a passare qualche ora al piacevole fresco della
sera...
Dopo di che,
ormai sotto la luce delle stelle (e dei nuovi lampioni...) siamo andati a sederci
nel mezzo del fiume Gash (secco, c’è acqua solo durante la stagione delle
piogge), che divide la città in due, a bere il the al latte e ginger e a
mangiare dei dolcetti preparati da una delle mie colleghe...da giorni e giorni
passavo sul ponte che si vede in fondo alle foto e desideravo essere seduta
sulla sabbia fresca, insieme a tutti questi sudanesi che sembrano sapere come
godersi quello che la città offre...Un collega osserva che ora che i lavori di
pavimentazione e illuminazione sono stati terminati c’è finalmente uno spazio
nuovo e ampio in cui potersi ritrovare a passare la serata. Effettivamente io
ricordo di aver visto quando stavano terminando la pavimentazione...A quanto
pare la sistemazione di questo lungo fiume è una grande cosa per la città, per
cui la smetto di crucciarmi che i lampioni non mi fanno vedere bene le stelle,
che se non ci fossero i lampioni non sarebbe stato nemmeno possibile essere
seduti qui...
I ponti che
si vedono all’orizzonte sono due, il primo dei quali pare costruito dagli
italiani...e secondo un mio collega a quel tempo sotto poteva passarci un uomo
su un cammello, mentre ora direi che un uomo per passarci deve strisciare nel
punto più basso. Ascolto per l’ennesima volta i racconti dell’alluvione del
2003, ogni volta ricchi di particolari diversi e delle storie e dei ricordi
personali di chi racconta...quell’anno piovve molto il Eritrea, dove il Gash
nasce, e il fiume ha portato devastazione nella zona est della città, incluso
il suq.
Quando ci
alziamo dal tappeto provvidenzialmente steso da un ‘micro-imprenditore’ da cui
abbiamo acquistato caffè e carcadè, un gruppo di giovani seduti in cerchio al
centro del letto del fiume è ancora intento a cantare canti troppo lontani
perchè possa distinguerli bene...
Risaliti sul
lungo fiume pavimentato nuovo di zecca, i miei colleghi salutano calorosamente
un uomo vestito immancabilmente di bianco, con un turbante sulla testa, e al
quale mi presentano. E’ il ministro dell’agricoltura dello stato di Kassala,
che passeggia sul lungo fiume con un folto gruppo di uomini incluso il
governatore dello stato. E mi piace pensare che questo sia un posto per tutti,
dal governatore a chi magari ha solo qualche centesimo per un caffè...
No comments:
Post a Comment