Wednesday, April 10, 2013

"A coloro che comandano non conviene invero, io penso, che nei sudditi nascano pensieri grandi, né amicizie forti e una vita in comune, quali appunto Eros, più di ogni altra cosa, suole generare". (Platone, Simposio).



Makali, lunedì 8 aprile 2013 (1° parte)
 
[ho 'rubato' la frase del titolo a una donna che stimo molto e che ringrazio ancora per avermela fatta conoscere (e dire che il Simposio l'ho studiato al liceo!)...non poteva capitare piu' a fagiuolo di cosi, nel paese in generale e in particolare per quello che racconto proprio in questo post...]
...pare che questi Adendawa siano tremendi...
Stamattina siamo andati a Makali, nel Gash (irrigation) scheme, per le ultime tappe di questa raccolta dati per la baseline del progetto. Un folto numero (direi superiori a quelli con cui dovremmo parlare oggi) di uomini è già ad aspettarci in un ufficio vicino a quello dell’ufficio dell’ispettore del ministero dell’agricoltura (se vi state chiedendo a cosa servano tranquilli, me lo sto ancora chiedendo anch’io...).
Facciamo un passo indietro. I miei colleghi mi avevano detto che questa è un’area in cui è difficile lavorare, in cui la gente è difficile. Era stato difficile anche organizzare l’incontro di oggi. Ieri al telefono avevano detto che avremmo dovuto chiamarli una settimana prima. Comunque, io stamattina sono partita fiduciosa nelle rassicurazioni dei miei colleghi [anche se mi fanno ammazzare che dicono sempre che fanno del loro meglio...come se il risultato non contasse niente...va be’, lasciamo stare...], anche se in realtà ero super tesa per una serie di cose, inizio a sentire la stanchezza...
Insomma, arriviamo, sembra che i nostri ci siano, ma c’è anche qualcuno del gruppo da intervistare mercoledì, e inizia la confusione...il mio collega inizia ad urlare...ovviamente nessuno traduce per me...a un certo punto provo ad assumermi la responsabilità della cattiva che non conosce le regole del luogo, ma non serve a niente...questo tipo dice che non avevamo nessun diritto di selezionare random (diciamo in modo scientificamente casuale) le persone da intervistare, che loro nomineranno due persone che risponderanno per tutti...?!?!?!...non potevo credere alle mie orecchie...i miei colleghi hanno continuato a ripetermi che non c’è verso di far capire loro quello che stiamo facendo...che troppi altri hanno già fatto assessments senza poi fare effettivamente niene. E anche quello che è stato fatto è stato poi presto abbandonato o mal gestito...Insomma, un disastro...Come biasimare completaente queste persone...?
***
A fine giornata – molto presto, visto gli standars dei giorni scorsi, soprattutto perchè i nostri che erano andati al mercato, immagino per il sacro fatur, sono stati informati che qualcuno di loro conoscenza era morto a circa due ore da Makali e sono saltati su un pick up e sono partiti. A quel pnto è stato impossibile trovare le loro donne (ma questa è un’altra storia), per cui ce ne siamo tornati con neanche la metà dei questionari compilati...
A fine giornata, dicevo, uno dei miei colleghi ci ha deliziato con un paio di aneddoti sugli Adendawa, mentre un altro insisteva che tutte le tribù sono uguali, anche negli altri clusters in cui il progetto lavora. Un suo collega di studi a Juba (all’epoca i sudanesi del nord andavano a studiare a Juba!) era venuto a Kassala e aveva deciso di scrivere un assignment sul Gash scheme. Le sue raccomandazioni – erano gli anni ’80 – furono che le autorità tribali non si intromettessero nelle scelte tecniche e commerciali. Chiedo al mio collega del piccoletto che voleva decidere con chi dovevamo parlare, e mi dice che è la nuova generazione di leader tribali, esponente della piccola Water Union Association (WUA) 18 (di più di 20) che comunque conta circa 600 membri, e comunque deciso a far pesare la sua influenza. E questa coincidenza di leader tribale e membro eletto della sua WUA ‘casualmente’ nella stessa persona mi fa credere sempre di più che queste pseudo forme di democrazia partecipativa importate in questi posti non fanno che esasperare i potentati locali...
Il problema qui (in generale...) sarebbero proprio le autorità tribali e politiche, che secondo quel suo collega di università e secondo il mio collega stesso, non hanno nessun interesse al miglioramento delle condizioni di vita della gente di qui, perchè finchè rimangono poveri e ignoranti rimangono anche un bacino facile da controllare, la base che da loro forza, la forza di poter dire che rappresentano la volontà di tutta questa gente...Questi leaders hanno interesse a essere gli interlocutori con cui continuare a parlare di come risolvere problemi e povertà, in consultazioni, meetings, workshop e chiacchiere (‘nigga-nigga’...) che si ripetano, sempre uguali a se stesse, perchè niente cambi...Non solo i progetti di agricoltura falliscono, ma anche quelli di educazione...se questa gente fosse educata non supporterebbe più questi leaders, secondo il mio collega, e questo i leaders non possono permetterlo...
Il mio collega mi racconta un’altra storia di qualcuno che conosceva. Un brillante studente che finisce il suo percorso di studi superiori con un 73, abbastanza per assicurarsi un posto all’università. Ma il giorno stesso dell’annuncio dei risultati, i suoi leaders sono andati da suo padre e gli hanno comunicato che il figlio era stato nominato per una non so più quale posizione lì al villaggio/città, che gli sarebbe valsa tipo 60 o 80 SDG – che negli anni ’80 erano un sacco! All’epoca eri felice se avevi 20-25 al mese... – 20 dei quali direttamente al padre. Perchè perdere tempo e soldi a mandarlo all’università...? I leader non volevano che questo giovane brillante si aprisse a realta’ nuove, si mescolasse con gente diversa, e magari portasse a casa idee strane...che mettessero in pericolo l’autorita’ costituita... Qualche anno dopo, il fratello di questo giovane brillante è scappato di casa prima ancora che i risultati venissero annunciati – allora li annunciavano alla radio... – e con il suo 81 si è assicurato un posto all’università. E’ tornato  casa geologo, ma per aver cercato di svegliare le coscenze dei suoi conterranei, il ministero per cui lavorava l’ha trasferito fino in Darfur, ovviamente su segnalazione dei leader locali...Lì il mio collega l’ha ritrovato nel ’92, sistemato e sposato con una donna darfuri, e con nessuna intenzione di tornare da questa parte...
 
(notare l'uomo con la mazza, sulla sinistra...il mio collega e' circondato...
scherzo! qui il bastone lo portano la maggior parte degli uomini,
sempre!...non solo per confrontare i donatori...)
 
 
 





 (foto tromba d'aria 1)

 (il famoso mesquite infestante...
e' un cespuglio con radici molto profonde, difficile da combattere
nelle terre dedicate sia all'agricoltura che alla pastorizia
perche' i semi viaggiano nella cacca delle capre...)


(multi tasking: questa donna con il braccio sinistro consola la figlia,
e con la mano destra tosta in caffe') 

  (foto tromba d'aria 2)


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